DEFINIZIONE

Si definisce epistassi un’emorragia nasale. Si parla di epistassi essenziale se si verifica senza causa apparente o di epistassi sintomatica se, come accade più frequentemente, è espressione di un’affezione locale o generale.

EPIDEMIOLOGIA

Di frequentissimo riscontro anche se nella maggior parte dei casi si tratta di forme lievi che si risolvono anche senza necessità di intervento medico.

DESCRIZIONE E SINTOMATOLOGIA

L’emorragia si manifesta in modo improvviso e con notevole perdita ematica. L’entità del sanguinamento può essere mascherata dall’estensione del capo che favorisce la deglutizione del sangue (cui talvolta può seguire ematemesi).

Tra le cause locali che giustificano il 30% delle epistassi annoveriamo: traumi (dai piccoli traumatismi locali alle più importanti fratture), corpi estranei nasali, varici del locus valsalvae, polipo sanguinante del setto (comune nelle donne in giovane età), ulcera trofica del setto, flogosi (riniti acute, rinite atrofica, infezione influenzale, vestibolite, sinusite), epistassi idiopatiche recidivanti nei bambini, rinopatie granulomatose, fenomeni vasomotori nasali (conseguenti a prolungata esposizione ai raggi solari), neoplasie (ad origine dai seni paranasali, dalle fosse nasali e/o dal rinofaringe), fenomeni di congestione passiva nasale (per compressione della cava superiore, delle vene anonime o delle giugulari ad opera di tumori del mediastino, del timo e/o della tiroide).

Tra le cause generali (70% dei casi) si citano: ipertensione arteriosa (la più importante), arteriosclerosi, cardiopatie congenite ed acquisite (in particolare la stenosi mitralica quella aortica), diabete, malattie epato-biliari (con insufficienza epatica sino alla cirrosi con conseguente deficit di sintesi o assorbimento della vitamina K), uso di anticoagulanti e immunosoppressivi, malattie infettive virali e batteriche (influenza, scarlattina, morbillo, tifo, difterite, polmonite franca, maltese, febbre reumatica, ecc.), malattie renali, deficit vitaminici (vitamina K e vitamina C), emopatie,diatesi emorragica da alterazione capillare (porpora di Schoenlein-Henoch, malattia di Rendu-Osler, discrasia venosa costituzionale o angiopsatirosi venulare di Lunedei), disfunzioni endocrine, baro traumatismi (aviatori, subacquei, lavoratori nei cassoni ad aria compressa).

Tra le emopatie si distinguono malattie della serie eritrocitaria (anemia aplastica, anemia perniciosa, policitemia, ecc.), malattie della serie leucocitaria (agranulocitosi, leucemie, ecc.), alterato meccanismo emocoagulativo (emofilia, fibrinopenia), alterazioni di numero e funzione piastrinica (trombocitopenia).

ESAMI DIAGNOSTICI

• Anamnesi ed esame obiettivo

• Endoscopia naso e rinofaringe previa aspirazione di eventuali coaguli per localizzare la sede del sanguinamento

• Esami radiologici: TC massiccio facciale per valutare la presenza di sinusite, traumi o sospetta neoplasia

• Angio-RM

• Biopsia se si sospetta un tumore

• Consulto interdisciplinare con l’internista

TRATTAMENTO

In urgenza è necessario rassicurare il paziente facendogli assumere una posizione con busto lievemente piegato in avanti e tamponamento nasale anteriore o posteriore (meglio se i tamponi nasali sono imbevuti con sostanze che favoriscano la coagulazione). Fondamentale risulta il controllo e la gestione della pressione arteriosa. Si può anche eseguire la causticazione chimica (con nitrato d’argento) o la cauterizzazione (con elettrobisturi o sonda a radiofrequenze) se si identifica la sede del sanguinamento.

In caso di perdita ematica importante è opportuno valutare i valori di emoglobina, ematocrito e prove di coagulazione ed eseguire nei casi gravi infusione di soluzione elettrolitica (ringerlattato) o di concentrati di eritrociti (indicazione stretta con valori di emoglobina inferiori a 80 g/dl).

Seguirà lo stamponamento nei 2-3 giorni successivi l’episodio di sanguinamento con trattamento successivo con pomate nasali emostatiche.

In casi selezionati è possibile eseguire successivamente una embolizzazione mirata dei vasi terminali causa del sanguinamento nasale previa esecuzione dell’angiografia diagnostica.