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IPERTROFIA ADENOIDEA

L’ipertrofia della tonsilla faringea o vegetazioni adenoidei è la causa più frequente di ostruzione respiratoria nasale nei bambini di età compresa tra i i 3 e i 6 anni.  Consiste in un aumento di volume del tessuto linfatico della volta del rinofaringe  in relazione sia con fenomeni di iperplasia, legati ad una costituzionale disfunzione del sistema immunitario («habitus linfatico-essudativo»), sia con fenomeni flogistici cronici che sono per lo più favoriti dalla stessa iperplasia del tessuto. Inoltre, le vegetazioni adenoidi si associano ad altre manifestazioni quali l’ipertrofia delle tonsille palatine e delle linfoghiandole latero-cervicali. 

Nella patogenesi dell’ipertrofia adenoidea hanno importanza rilevante i fattori ambientali e climatici nonché meccanismi di tipo immunitario. 

SINTOMATOLOGIA

Dal punto di vista sintomatologico si manifesta con una persistente difficoltà alla respirazione nasale, con respirazione orale persistente, russamento, rinorrea mucosa o mucopurulenta subcontinua, alterazioni del timbro della voce (rinolalia chiusa), talvolta cefalea e tosse notturna. Il russamento talora è interrotto da episodi di apnea (sleep apnea) e da bruschi risvegli.

L’esame obiettivo con la rinoscopia posteriore non è sempre eseguibile nel bambino scarsamente collaborante. Nei casi in cui per l’età del bambino tale manovra non sia eseguibile, è possibile l’esplorazione digitale del cavo rinofaringeo o meglio la rinofibroscopia. La radiografia del rinofaringe con raggi molli in proiezione laterale consentirà di osservare l’ostruzione del cavo rinofaringeo.

La presenza di vegetazioni adenoidi rappresenta una concausa dell’otite media secretiva: infatti l’ostruzione dell’ostio della tuba di Eustachio, il ristagno a tale livello di secrezioni muco-purulente e lo sviluppo di una flora batterica patogena, potrebbe provocare inizialmente una insufficienza funzionale della tuba con conseguente ipoventilazione della cassa timpanica (stenosi tubarica), che è all’origine dell’otite media secretiva che talvolta può essere complicata da perforazione timpanica e otorrea (e che facilmente si trasforma nelle forme croniche dell’adulto (otite fibro-adesiva, timpanosclerosi, colesteatoma).

Nel bambino con ipertrofia adenoidea marcata e cronica o comunque con ostruzione nasale si possono instaurare alterazioni dello sviluppo della cassa toracica (torace piatto per insufficiente ventilazione delle sezioni superiori dei polmoni) e soprattutto dello scheletro facciale: il naso, sostanzialmente escluso dalla ventilazione ha un ritardo nello sviluppo e si presenta affilato; la volta del palato, perdendo permanentemente il contatto con il dorso linguale, che ne condiziona in gran parte il modellamento, assume l’aspetto “ogivale”; ne conseguono malocclusione e modificazioni strutturali naso-maxillo-facciali responsabili del tipico aspetto della «facies adenoidea».

Nei soggetti con insufficiente respirazione nasale si stabiliscono, inoltre, le condizioni predisponenti per episodi infettivi acuti ricorrenti, quali riniti,sinusiti, tonsilliti e bronchiti. 

Da non sottovalutare poi, specie nella prima infanzia, la diminuzione della vivacità intellettiva e il ritardo dello sviluppo corporeo che compaiono nei gradi più marcati di ostruzione nasale e sono verosimilmente in rapporto con fenomeni di scarsa ossigenazione dei tessuti. Gli stadi più avanzati di ipertrofia adenoidea con abolizione totale della respirazione nasale si associano talvolta a broncopneumopatie croniche gravi (bronchiectasie) e, seppure raramente, a cuore polmonare cronico. 

Tali condizioni sono ormai estremamente rare anche grazie alla terapia mediche e nei casi non responsivi a trattamento medico si ricorre all’intervento di adenotomia, che si effettua in anestesia generale ed è generalmente ben tollerato dai bambini con una rapida ripresa ed un ripristino della respirazione nasale corretta. 

TRATTAMENTO

Il trattamento è generalmente di tipo medico mediante farmaci atti a ridurre il volume della adenoidi agendo sulla prevenzione delle infezioni ricorrenti che provocano un ingradimento continuo della tonsilla faringea con conseguente ostruzione respiratoria nasale cronica e possibile concomitanza di interessamento dell'orecchio medio con otiti ricorrenti. Inoltre una ipersensibilità delle prime vie aeree comporta una continua attivazione del tessuto linfatico e quindi in alcuni  casi la terapia può mirare a ridurre la ipersensibilità delle prime vie aeree. 

Nei casi non responsivi a terapia medica si può ricorrere al trattamento chirurgico di adenotomia che viene effettuato in anestesia generale e comporta il rischio di eventuale sanguinamento nel post-operatorio.