Patologia benigna e maligna della tiroide

EPIDEMIOLOGIA

Il gozzo per carente apporto alimntare iodico interessa fino al 20% della popolazione delle zone povere di iodio.

La tiroidite subacuta ha un’incidenza di 4-5 pazienti/100.000/anno.

La tiroidite cronica linfocitaria 69/100.000/anno.

La malattia d Graves-Basedow 35/100.000/anno.

I noduli tiroidei si riscontrano alla palpazione nel 4-7% della popolazione adulta ma ecograficamente si stima che interessino fino al 50% della popolazione adulta.

I tumori maligni sono 1-3/100.000/anno con un’incidenza tre volte superiore nel sesso femminile.

DESCRIZIONE E SINTOMATOLOGIA

Le patologie tiroidee sono piuttosto varie e comprendono forme ipertrofiche (struma o gozzo), forme infiammatorie (tiroiditi) a varia eziologia e la patologia neoplastica benigna e maligna.

Il gozzo tiroideo diffuso semplice tossico e non tossico si presenta spesso in forma endemica per carenza alimentare di iodio. Si citano anche forme sporadiche o associate ad infiammazione tiroidea acuta e cronica, spesso di natura autoimmune. Può essere asintomatico e normofunzionante o associarsi ad iperfunzione tiroidea o a disturbi di tipo meccanico quando di grandi dimensioni. Il gozzo multinodulare non tossico o tossico si caratterizza per la presenza di noduli tiroidei (evidenziabili all’ecografia) ed anche in questo caso la secrezione ormonale può risultare normale o aumentata.

Le tiroiditi possono essere di natura infettiva, di tipo granulomatoso, pseudotubercolare, sclerotizzante e autoimmune. La forma acuta è spesso correlata ad infezione batterica mentre quella ad evoluzione subacuta (tiroidite di de Quervain, o a cellule giganti) è spesso correlata ad un’infezione virale delle vie aeree superiori. La tiroidite cronica linfocitaria (o tiroidite di Hashimoto) è una patologia autoimmune caratterizzata dalla presenza di autoanticorpi (anti-TPO, anti-TG) che si caratterizza per una progressiva distruzione della ghiandola con perdita di funzionalità. Il morbo di Graves-Basedow èuna patologia autoimmune caratterizzata da iperfunzione tiroidea per azione di autoanticorpi rivolti contro il recettore del TSH.

La più comune neoplasia benigna è il nodulo follicolare solitamente solitario, circoscritto, fisso e capsulato. Il rischio di trasformazione maligna è basso se la neoplasia è di tipo macro- o normofollicolare, più elevato per casi di neoplasia microfollicolare, trabecolare o a cellule di Hurtle (oncocitoma).

Le neoplasie maligne infine sono le più frequenti neoplasie delle ghiandole endocrine. Tra i fattori di rischio ci sono pregresse patologie tiroidee, esposizione a radiazioni ionizzanti, familiarità, carenza di iodio. Il carcinoma papillare (75% dei casi), più comune nelle donne, è quello a prognosi migliore (sopravvivenza dell’80% a 20 anni). Più rari e con prognosi peggiore l’adenocarcinoma follicolare e i carcinomi a cellule indifferenziate (particolarmente sfavorevole).

I sintomi delle patologie tiroidee dipendono dalla aumentata (ipertiroidismo) o diminuita (ipotiroidismo) produzione ormonale. In caso di ipertiroidismo si osserva calo pondeerale, astenia, irritabilità, tremore, vampate di calore, aumento dell’appetito, intolleranza al caldo, diarrea, sudorazione, disturbi mesruali, cardiopalmo. Possono anche comparire esoftalmo, mixedema e ippocratismo digitale (dita a bacchetta di tamburo). In caso di ipotirodismo invece si osserva mancanza di appetito, facile affaticabilità, bradicardia, calo della libido, aumento di peso, stipsi, torpore mentale, sonnolenza, intorpidimento muscolare, ridotto metabolismo di tutte le ghiandole endocrine con i relativi scompensi che ne derivano, menorragia e polimenorrea, a volte può essere riscontrata ipoglicemia reattiva (un calo della glicemia dopo un pasto ricco di carboidrati), abbassamento della temperatura corporea ed una conseguente sensazione di freddo.

ESAMI DIAGNOSTICI

•Anamnesi ed esame obiettivo

•Dosaggio nel sangue di FT3, FT4 e TSH, titolo autoanticorpale

•Ecografia tiroidea

•TC e RM tiroide con e senza mdc

•Scintigrafia con radioiodio

•agoaspirato

TERAPIA MEDICA

In caso di carenza di iodio è opportuna un aumento della sua assunzione con la dieta.

In caso di ipotiroidismo si effettua terapia sostitutiva ormonale mnetre in caso di ipertiroidismo si può optare per i tireostatici e, se inefficaci, con iodio radioattivo (utile anche in caso di noduli perfunzionanti).

TERAPIA CHIRURGICA

L’intervento chirurgico è la tiroidectomia totale o subtotale ed è indicata nelle patologie neoplastiche o qualora le dimensioni della ghiandola siano causa di ingombro meccanico.

La diagnosi viene completata e la conferma dell'indicazione all'intevento viene effettuata dall'agoaspirato che risulta essere determinante.