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Patologie delle tonsille e delle adenoidi

DEFINIZIONE

Si definisce faringite o faringotonsillite un processo infiammatorio, acuto o cronico, a carico della mucosa oro-faringea spesso esteso anche alla rino- o ipofaringe. Nel caso in cui il processo flogistico interessi esclusivamente le tonsille si parla di tonsillite; di angina, invece, quando si estende anche alle strutture circostanti.

EPIDEMIOLOGIA

La faringite acuta è causa del 5% delle richieste di visita otorinolaringoiatrica.

Le tonsilliti rappresentano anch’esse una delle più comuni cause di consulenza otorinolaringoiatrica con oltre un milione di visite l’anno in Italia e 200 visite per 1000 bambini l’anno negli Stati Uniti. Sono particolarmente frequenti in età pediatrica, nei mesi invernali e in presenza di affollamento.

DESCRIZIONE E SINTOMATOLOGIA

Gli episodi di faringite acuta sono nella maggior parte dei casi su base virale (adenovirus, virus influenzali e parainfluenzali) e meno frequentemente si devono ad infezioni batteriche (streptococchi, pneumococchi, H. Influenzae) o micotiche. Talvolta rappresentano l’evento prodromico di altre malattie infettive tra cui scarlattina, morbillo e tonsillite acuta. I pazienti lamentano faringodinia, spesso associata ad iperpiressia; si può osservare iperemia a carico della mucosa (con eventuale secrezione catarrale o purulenta) con la comparsa di un’adenopatia satellite laterocervicale, dolente ed a rapida insorgenza. La malattia tende a risolversi in 5-15 giorni.

La faringite cronica associa ad un processo flogistico cronico la presenza di alterazioni croniche dell’epitelio. Si distinguono forme catarrali, ipertrofiche, atrofiche semplici e atrofiche secche. Spesso i pazienti risultano affetti da patologie gastrointestinali (importante la correlazione con il reflusso gastroesofageo), renali (uremia) e diabete cui si sovrappongono abuso di alcol e tabacco, particolari condizioni ambientali di vita e lavoro (clima secco o ambienti surriscaldati, esposizione a polveri e vapori irritanti), sinusite cronica, flogosi cronica o acuta recidivante adenoidea o tonsillare, esiti di tonsillectomia. Tra i sintomi si segnala faringodinia (non intensa ma continua o episodica), disfagia, necessità di raschiare la gola, stimolo tussigeno e sensazione di mancanza d’aria (nella faringite iperplastica) o dolori di tipo urente, sensazione di secchezza e tensione (faringite atrofica), bolo nervoso. All’esame obiettivo si osserva in caso di faringite iperplastica la mucosa rigonfia, arrossata e ricoperta da secreto denso con iperplasia follicolare mentre in caso di faringite atrofica la mucosa appare liscia, pallida, atrofica, con il secreto che si rapprende in croste appiatite e aderenti.

La tonsillite acuta è comunemente dovuta ad una infezione batterica (nel 90% dei casi si tratta di streptococchi β-emolitici di gruppo A, seguono Haemophilus Influenzae, stafilococchi, pneumococchi e micoplasmi) o ad infezione virale (adenovirus 70%, herpes virus 10%, virus influenzali e parainfluenzali 10%, coxsackie 5%, EBV 5%, citomegalovirus; in alcuni casi secondaria a parotite epidemica o rosolia) e più raramente micotica. Particolarmente colpiti risultano i bambini ed i giovani adulti. I sintomi sono: faringodinia intensa, disfagia dolorosa, otalgia riflessa, scialorrea, iperpiressia, adenopatia cervicale. In base all’esame obiettivo si distinguono una tonsillite eritematosa, eritemato-poltacea, pseudo membranosa (da ascriversi alla rara ma temibile difterite), ulcero necrotica, vescicolare e bollosa.

Nei bambini si può osservare ipertrofia tonsillare eventualmente associata ad iperplasia adenoidea. Il tutto non è necessariamente da correlarsi ad uno stato di malattia bensì ad una reazione compensatoria del tessuto linfatico. Se l’ipertrofia appare spiccata può portare a difficoltà nella respirazione e alimentazione, infezioni recidivanti bronchiali, inappetenza, disfagia, rinolalia chiusa, ritardo dello sviluppo corporeo, dispnea da sforzo, perdita di iniziativa, roncopatia e disturbi del sonno.

ESAMI DIAGNOSTICI

•Anamnesi ed esame obiettivo

•Emocromo con formula, PCR e VES (si evidenzia linfomonocitosi in caso di mononucleosi infettiva)

•Tampone faringeo (anche con test antigenico rapido) per esame batteriologico ed antibiogramma (se si sospetta infezione da streptococco β-emolitico di gruppo A)

•Biopsia in caso di persistenza del reperto clinico nonostante adeguata terapia medica

•Consulto interdisciplinare con pediatra se si sospetta morbillo o varicella

TERAPIA MEDICA

Si consiglia di eliminare le noxae irritative (come il fumo di tabacco o il consumo di bevande calde o cibi piccanti) e assumere anti-infiammatori (paracetamolo, nei bambini il dosaggio si deve correggere in base al peso corporeo) anche in forma di compresse orosolubili, effettuare sciaqui con camomilla o colluttorio antisettico, sedativi della tosse; in caso di febbre e grave compromissione generale si esegue trattamento antibiotico e riposo a letto.

TERAPIA CHIRURGICA

L’indicazione alla tonsillectomia, in accordo con il documento del ministero della salute del 2008, si pone per 5 o più episodi di tonsillite acuta (indipendentemente dall’agente causale) con episodi invalidanti, con sintomi che perdurano da più di 12 mesi e periodo di osservazione di ulteriori 6 mesi. È necessaria maggiore attenzione se si osserva anche adenopatia laterocervicale significativa per tnsillite ricorrente, uno o più episodi di ascesso peritonsillare, convulsioni febbrili, patologie mal formative dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio o in presenza di altre malattie gravi.

In caso di ipertrofia tonsillare in età pediatrica si deve valutare caso per caso l’indicazione alla tonsillectomia in quanto la sintomatologia può regredire spontaneamente con la naturale crescita del distretto cervico-facciale che determina un allargamento delle prime vie respiratore.