Apnee notturne

Russamento ed apnee notturne

Chirurgia dell’OSAS

Si definisce roncopatia (o russamento) un respiro rumoroso abituale nel sonno dovuto alla vibrazione dei tessuti molli dell’orofaringe. Il russamento semplice non è accompagnato da ipoventilazione o apnee né da insonnia o sonnolenza diurna.

Si definisce apnea ostruttiva notturna (OSA) una ostruzione intermittente completa (di durata superiore a 10 sec) delle vie aeree superiori durante il sonno che altera sia la ventilazione del paziente durante il dormire chela struttura del sonno stessa.

Il russamento occasionale notturno è presente nel 30-75% della popolazione adulta; abitualmente si rileva nel 15-25% degli uomini e nel 10-15% delle donne.

Un quadro di OSAS conclamata è descritta nel 4% degli uomini e nel 2% delle donne.

Oltre i 65 anni la frequenza di questa patologia si raddoppia.

DESCRIZIONE E SINTOMATOLOGIA

Durante il sonno si determina una fisiologica riduzione della pervietà dell’orofaringe che diventa clinicamente rilevante in presenza di malformazioni o patologie a carico delle vie aeree tra cui: ostruzione nasale (deviazione del setto nasale, allergie, poliposi nasale, ipertrofia dei turbinati, ostruzione a livello del rinofaringe (vegetazioni adenoidi nei bambini), ostruzione a livello dell’orofaringe (ipertrofia della base lingua, ipertrofia tonsillare, ipertrofia dell’ugola, difetti strutturali del palato, post-rotazione della mandibola, posizione bassa dell’osso ioide).

L’effetto delle circostanze anatomiche sopra elencate è nettamente incrementato dal sovrappeso (un aumento ponderale del 10% incrementa di 6 volte il rischio di essere affetto da OSAS), assunzione di alcolici prima di dormire, uso di sedativi, abitudini irregolari, periodi troppo brevi di sonno, posizioni errate durante il sonno.

Tra i sintomi si citano oltre alla roncopatia ed ai frequenti risvegli notturni, sonnolenza diurna e narcolessia, difficoltà di applicazione e concentrazione nello svolgimento delle attività quotidiane, raucedine e secchezza orale mattutina, enuresi diurna e notturna, impotenza, ipoventilazione alveolare cronica (nel 10% dei casi), ipertensione arteriosa (nel 50% dei casi). È stato anche descritto in letteratura un rischio aumentato di cardiopatia e ictus cerebrale.

ESAMI DIAGNOSTICI

Anamnesi accurata (con particolare attenzione a quanto riferito circa il riposo notturno dal coniuge o conviventi) ed esame obiettivo ORL completo; consulto interdisciplinare con internista ed odontoiatra

Rinomanometria e fibrorinolaringoscopia con manovra di Müller: si valuta mediante endoscopia endonasale con fibre ottiche flessibili la tendenza al collasso delle pareti faringee durante l’inspirazione forzata a naso e bocca chiusi

Polisonnografia: considerata il gold standard per la diagnosi. Si richiede la permanenza del paziente in un laboratorio del sonno e durante il dormire si monitorizzano vari parametri tra cui: elettroencefalogramma (EEG), elettro-oculogramma (EOG), elettromiogramma dei muscoli del mento e degli arti inferiori, flusso aereo nasale ed orale (misurato con naso cannule e termistore), escursione respiratoria (valutata con bande pletismografi che toraciche e addominali), saturazione di O2 (valutata con saturimetro), accelerometro, microfono e videocamera per registrare il comportamento durante il sonno.

Sleep endoscopy: valutazione endoscopica durante sonno indotto farmcologicamente e sotto assistenza anestesiologica al fine di valutare in condizioni di sono i livelli ai quali avviene l’ostruzione delle prime vie aeree durante il sonno oppure le aree di maggiore vibrazione che producono russamento.

TERAPIA MEDICA

Si consiglia un importante calo ponderale associato a dieta equilibrata senza assunzione di alcolici, sospensione dell’uso di sedativi, regolarizzazione del ritmo sonno-veglia con atteggiamenti posturali (sollevare il tronco con dei cuscini) atti a migliorare il riposo notturno, trattamento della sindrome allergica se coinvolta nella patogenesi della malattia.

È possibile utilizzare protesi che facciano arretrare la base linguale o altre protesi nasali (Oral devices)

Se tollerata dai pazienti, l’utilizzo della cPAP (mascherina che permette una pressione positiva nasale continua) consente di ottenere ottimi risultati nel trattamento.

TERAPIA CHIRURGICA

Si distingue in chirurgia di fase I, II, III a seconda della gravità dell’OSAS.

La chirurgia di fase I prevede l’intervento di ugulo-palato-faringoplastica eventualmente associata a tonsillectomia.

La chirurgia di fase II comprende la riduzione volumetrica della base lingua, la sospensione ioidea, l’ancoraggio della base lingua alla mandibola.

La chirurgia di fase III prevede l’avanzamento bi mascellare e l’avanzamento dell’osso ioide.

Le tecniche chirurgiche consentono di migliorare il quadro di OSAS nel 40-80% dei casi e di risolverlo nel 30% circa, non sono un’alternativa alla cPAP che ad oggi rappresenta il gold standard, ma vanno attentamente valutate e discusse con lo specialista anche perché spesso gli interventi richiedono di agire su più siti dell’ostruzione accuratamente valutati in fase diagnostica mediante le tecniche precedentemetne elencate.